Proposte per definizione di un protcollo operativo dello Spettacolo dal Vivo

A seguito della richiesta con prot. n. 3753 inviataci dal Ministero della Cultura con oggetto: Riapertura dei luoghi dello spettacolo – Richiesta proposte per definizione protocollo operativo, l'associazione Artemis ha provveduto, soprattutto anche grazie al contributo dei Soci ed alle vicende da loro vissute nei luoghi di lavoro durante il covid-19, ad inviare le proprie proposte utili alla definizione di un protocollo operativo per lo Spettacolo dal vivo.

A seguito della richiesta con prot. n. 3753 inviataci dal Ministero della Cultura con oggetto: Riapertura dei luoghi dello spettacolo – Richiesta proposte per definizione protocollo
operativo
, l’associazione Artemis ha provveduto, soprattutto anche grazie al contributo dei Soci ed alle vicende da loro vissute nei luoghi di lavoro durante il covid-19, ad inviare le proprie proposte utili alla definizione di un protocollo operativo per lo Spettacolo dal vivo.

La definizione di un protocollo sanitario nazionale con regole univoche, non linee guida soggette a interpretazione, che tenga conto delle specificità dei luoghi di lavoro e che tuteli la progettualità a lungo termine in virtù della convivenza con la situazione epidemiologica; nello specifico, per quanto riguarda le maestranze tecniche, dalle testimonianze recenti di colleghi impegnati sia in tv che in situazioni di eventi streaming si evince che i protocolli messi in atto da produzioni e/o parti datoriali, in fase  di allestimento e realizzazione dell’evento sono insufficienti o impossibili da rispettare.

Per citarne alcune casistiche:

  • Il metro di distanza non è sempre possibile da soddisfare in quanto le lavorazioni non possono essere eseguite sempre singolarmente, ma richiedono l’intervento di almeno 2 persone per motivi di sicurezza dei lavoratori stessi. In alcuni casi i colleghi ci segnalano l’utilizzo di una visiera supplementare alla mascherina, questo dispositivo sarebbe da rendere obbligatorio per le lavorazioni ravvicinate ad esempio tra la maestranza e l’artista, qualora uno dei due sia sprovvisto di mascherina (microfonazione; trucco e parrucco, vestizione ). Stesso discorso vale per l’allestimento delle regie, al momento si utilizzano schemi pre-pandemia, pertanto vanno progettati spazi di dimensioni adeguate, per permettere agli operatori di mantenere le distanze.
  • Chiunque sia in cantiere, anche per sopralluogo e visita deve indossare un dispositivo sanitario di protezione marchiato CE, con l’obbligo che debba essere fornito dal datore di lavoro in quantità giornaliera per tutto il periodo di ingaggio.
  • Scaglionare la fasi di carico e scarico, montaggio e smontaggio, così da non creare assembramenti di persone, specialmente durante la compresenza di diversi committenti.
  • Prevedere, a differenza di quanto è successo fino alla chiusura del settore, controlli sistematici da parte delle autorità competenti al rispetto delle regole della sicurezza, compreso il rispetto dei protocolli anti-covid e l’utilizzo dei dispositivi di protezione, anche mediante sanzioni pecuniarie.

Al fine di garantire la massima sicurezza possibile nei luoghi di lavoro, auspichiamo che tutti i lavoratori possano essere sottoposti regolarmente a controlli con tamponi rapidi laringo-faringeo prima dell’accesso sul luogo di lavoro – così da garantire una monitorizzazione efficiente del virus -, il costo di approvvigionamento e di messa in opera di tali dispositivi dovrà essere sostenuto dalle produzioni e mai ricadere sul singolo lavoratore. Qualora questo protocollo non fosse economicamente sostenibile, si dovrà pensare ad un sistema di contribuzione da parte della Pubblica Amministrazione.

Lo scopo è di alleggerire il carico economico rispetto ai costi di una malattia o di una ospedalizzazione in caso di positività nell’ambiente di lavoro.

Nel caso di conclamato sviluppo di contagio sul posto di lavoro, chiediamo che venga riconosciuto lo stato di infortunio e che lo stesso perduri non solo per tutto il periodo di convalescenza che il medico competente stabilirà, ma anche tutto il periodo di ingaggio e ingaggi programmati presenti alla data dell’infortunio.

Come già espresso precedentemente i dispositivi sanitari di protezione, dovranno essere forniti obbligatoriamente dal datore di lavoro e dovranno essere marchiati CE, in quantità giornaliera per tutto il periodo di ingaggio.

Tutti i luoghi di lavoro dovranno essere provvisti di adeguata fornitura di gel igienizzante, ed in aggiunta assicurarsi, per le corrette abitudini, che ci siano sufficienti servizi igienici fruibili, forniti di tutto il necessario, sanificati frequentemente, ed in egual numero per uomini e donne in tutte le fasi della lavorazione. Prima della pandemia i servizi igienici femminili risultavano spesso chiusi o in posizioni difficili da raggiungere dalle lavoratrici.

La ringraziamo per l’opportunità dataci, certi di poter contribuire attivamente, grazie per l’attenzione.

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